Robertina

Ho paura, un giorno, di dimenticare la tua voce. Non il tuo sorriso, non i tuoi occhi così vitali, non il tuo caratteraccio a cui tanto ero affezionato. Ho paura di dimenticare la tua voce.
Sopraffatto dal dolore di chi non crede in un dopo, di chi può solo incassare l’irrimediabile patimento dell’addio non sapendosi aggrappare alla speranza di un arrivederci, io ho paura di dimenticare la tua voce.
Non c’è rabbia in questo insopportabile senso d’ingiustizia, non deflagra l’afflizione del rimpianto per un abbraccio da aver potuto vivere come l’ultimo, dello struggente ricordo di cose perdute, del parlare d’altro, degli stai meglio di me per sfatare quel presagio di inevitabile che portava con sé la recrudescenza di un male fottuto.
Ho paura, un giorno, di dimenticare la tua voce, di ritrovarmi ad aver perso una parte di te nello scorrere della mia esistenza.
Non mi lacera ciò che non è stato, ciò che non può più essere.
È la vita che va avanti, leonessa mia, che mi strazia più d’ogni altra cosa.

Per Roberta (1985-2017)

Annunci