The Nice Guys

theniceguysMetti la Los Angeles degli anni settanta, libertina e sgangherata, che ha abbandonato le atmosfere ruvide da romanzo chandleriano e in cui la polvere che avvolgeva i tormenti di un Arturo Bandini qualsiasi è stata soppiantata dalla coltre di smog che di giorno impedisce di respirare, una città degli angeli che non è ancora, però, quella stravolta in cui un tizio imbolsito e pelandrone rimane invischiato in una oscura sequela di accidenti pur di vedersi restituito il proprio tappeto. Metti che in giro per questa Los Angeles si incrocino le disavventure di un picchiatore mezzo irlandese venuto dalla strada e di un discutibile detective privato che campa strappando ingaggi a vecchie rimbambite. Metti che a scrivere e a dirigere la storia che ne viene fuori ci sia Shane Black, maestro assoluto dei buddy movie, uno salito alla ribalta con Arma letale e divenuto in poco tempo fra gli sceneggiatori più pagati di Hollywood. Metti tutto questo e viene fuori una action comedy dal ritmo incessante in cui i protagonisti si ritrovano a indagare su pornostar già dichiarate morte, ragazze in fuga da non si sa cosa e un misterioso intrigo dalle implicazioni politiche.
In The Nice Guys si scazzotta, si spara, si fratturano ossa con perizia chirurgica mentre gli indizi si scovano per caso, le tracce si perdono e le prove cadono letteralmente dal cielo. L’inedita coppia composta da Russell Crowe e Ryan Gosling, alle prese col registro da commedia, supera ampiamente la prova. Il primo sa come aggiungere composta ironia al suo eterno personaggio di duro dal cuore buono; il secondo, in un ruolo forse non totalmente congeniale, sopperisce con mestiere scatenandosi  nelle vesti di investigatore senza fiuto che si schianta contro vetri, precipita ubriaco dai parapetti e poi stramazza goffamente al suolo.
Le ricerche di questi due confusionari nice guys sembrano allora poco più di un semplice pretesto per balorde e sfrenate scorribande nelle quali si arriva al sodo quasi loro malgrado e sempre con l’aiuto di qualcuno più assennato. Per quasi due ore ci si diverte fra trovate spettacolari e dialoghi brillanti, inseguimenti scapestrati e bizzarre sparatorie in lungo e in largo per la città. Un meccanismo se non perfetto, senz’altro riuscito. E il pubblico non sembra chiedere altro.

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