Dipende dal lieto fine

L’amico Donato mi ha chiesto di andarci a vedere The Fighter, che però a me pare tanto l’ennesima storia sul pugile americano di talento che incontra sul suo cammino ostacoli insormontabili che, con sacrificio e determinazione, riesce a sormontare e alla fine trionfa, diventa campione del mondo e si fidanza pure seriamente, o comunque ci scappa una chiavatella.
Ce lo vogliamo vedere, vediamocelo pure, ma a questo punto non è meglio che lo facciamo noi un film?
L’idea già ce l’ho: è la storia di questo pugile nordcoreano che è già un campione affermato a inizio film, poi giustamente continua a vincere perché è nordcoreano e non trova nemmeno ostacoli perché la società nordcoreana è perfetta. Poi si arriva allo scontro finale, in palio c’è la cintura di campione del mondo nordcoreano, e il protagonista deve sfidare questo rivale nordcoreano che pure lui aveva vinto tutte le gare e non aveva trovato ostacoli sempre perché la società nordcoreana è perfetta. Round dopo round il combattimento si rivela sempre più agguerrito e si conclude con l’arbitro che dichiara vincitori tutti e due, e poi si girano loro, l’arbitro e tutti gli spettatori ad applaudire commossi una gigantografia del Caro Leader. Titoli di coda.

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