Malafemmina

dorian_grayAveva quattordici anni Maria Luisa Mangini, in arte Dorian Gray, quando debuttò nel teatro di rivista, e ne aveva solamente venti quando, dopo i primi film a fianco di attori del calibro di Walter Chiari ed Aldo Fabrizi, divenne celebre al grande pubblico con la fortunata commedia Totò, lascia o raddoppia? e soprattutto interpretando la “malafemmina” di, appunto, Totò, Peppino e la malafemmina. L’anno successivo fu ancora una bionda maliarda ne Le notti di Cabiria di Federico Fellini, mentre Michelangelo Antonioni la volle ne Il grido per il ruolo della benzinaia Virginia, la sciatta vedova che si innamora infelicemente del protagonista.
Ma da allora non trovò più pace, ossessionata dal mai troppo riconosciuto apprezzamento delle sue doti di deliziosa commediante e della sua poco sfruttata vena drammatica. Nel ’65, a soli ventinove anni, stanca e delusa abbandonò improvvisamente le scene. Al contrario del Dorian Gray di Wilde, lei decise di invecchiare in solitudine, lontana dagli sguardi di quel pubblico che l’aveva eletta a diva.
Oggi si è sparata un colpo di pistola alla tempia, aveva da poco compiuto 75 anni. E a noi resta il ritratto di lei, giovane e bellissima.

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